Questo articolo non ha a che fare con la mia vita attuale in Germania. Ma forse un po’ sì. Vivendo in città da qualche anno, mi ritrovo spesso a pensare con nostalgia alla campagna, al luogo dove sono cresciuta e quindi alla mia infanzia. Di quel periodo mio fratello si ricorda in modo particolare le nostra ginocchia sbucciate. A me, invece, tornano alla mente estati lunghissime e grandi alberi….
La Cascina Vecchia
L’unica informazione sicura che possiedo sulla storia della “Cascina vecchia” deriva da un atto notarile appeso nel corridoio di casa nostra nel quale si attesta che il mio bisnonno Michele comprò un pezzo del cascinale nel lontanto 1905. Le altre notizie si sono tramandate oralmente negli anni. Si sa sicuramente che nella cascina abitavano i garzoni con le famiglie mentre i proprietari risiedevano nella bella villa poco distante. Durante la prima guerra mondiale dei soldati vi alloggiarono, alcune graffiti nel granaio lo testimoniano. Il mio vicino Cesco si ricorda poi di una scritta con la data 1820, ma come dice mio fratello, forse bisognerebbe contare gli anni della vite che c’è davanti a casa sua per sapere con esattezza l’eta della cascina.
La mia Cascina Vecchia non è solo una casa ma è un’insieme di persone legate alla mia infanzia, che mi hanno voluto bene e a cui dedico questo modesto articoletto.
Quando ero piccola ero praticamente sempre da mia nonna alla Cascina Vecchia. Sul selcialto davanti a casa io e mio fratello piazzavamo i nostri giochi ed è lì che ho imparato ad andare in bicicletta.
Mia nonna amava stare in compagnia delle sue amiche e d’estate metteva delle sedie sul selciato, io avevo cominciato a girare con la bicicletta intorno alle sedie e mia nonna e le sue amiche mi incitavano. Cadevo in continuazione ma poi riuscii finalmente a stare in equilibrio, anche se per solo per qualche minuto. Che soddisfazione! Mia nonna aveva anche un grande noce nel cortile all’ombra del quale dormiva Ringo, il suo cane.
Di fianco a mia nonna abitava Teresa. In realtà lei e la sua famiglia stavano a Torino ma passavano tutta l’estate alla Cascina Vecchia. Io e mio fratello passavamo interi pomeriggi con Teresa. Mi ricordo l’enorme ciliegio del suo giardino e il suo sciroppo di petali di rosa. Si doveva diluire nell’acqua e poi si beveva…buonissimo!
Di fianco a Teresa abitano Mario e Maria. Sono una coppia veneta. Mario venne dopo la guerra a lavorare per mio nonno. Ma poi tornò in Veneto per sposare Maria così che mio nonno andò a riprendere tutte e due e li portò alla Cascina Vecchia. La loro casa è divisa dalla casa di Teresa da una piccola stradina. Mario e Maria sono persone molto semplici, ma si sono create proprio quello di cui due persone anziane hanno bisogno: una casettina, un giardino, un orto e qualche animale da accudire.
L’orto di Mario è veramente tenuto bene e lui ne è molto fiero. La casa, invece, è il regno di Maria ed è pulitissima! Davanti alla casa c’è un grande fico. D’estate ci sediamo sempre lì sotto all’ombra, e Mario racconta immancabilmente di quando mio nonno è andato a prenderlo in Veneto mentre Maria elenca tutti i compleanni dei componenti della mia famiglia e del vicinato, ha una memoria di ferro!
Dietro alla casa di mia nonna abitano Modesta e Cesco. La loro casa è stata ricavata dalle stalle della Cascina Vecchia. Anche da loro andavamo spesso da bambini. Cesco ama guardare la TV in sala. Insieme al suo cane Rocky guardavamo Lupin. Modesta ci dava sempre qualcosa di dolce da mangiare. Mio fratello si ricorda in particolare delle pastiglie Leone. La cosa che mi piace di più nella loro casa è una radiolina che sta sul davanzale della cucina. È nera e ha delle manopoline verdi. Anche loro hanno un grande albero nel giardino, questa volta però si tratta di un caco.
Finisco così…un po’all’improvviso…perdonatemi…ma devo proprio andare a nanna. Magari prossimamente vi mando la foto della Cascina Vecchia.