Il quartiere dove abito è stato costruito a partire dal 1872 a ridosso della città medioevale. È una caratteristica comune anche della storia di molte città italiane: ad un certo punto gli abitanti non ci stanno più, epidemie e malattie si diffono più velocemente, così che si fa? Si abbattono le vecchie cinte murarie e si costruiscono un po’ di palazzi in più. Anche per Mainz è andata così. A cavallo tra Ottocento e Novecento sono nate eleganti residenze signorili, larghi viali alberati, parchi, piazze, chiese e anche una sinagoga.
Poi come nella maggior parte delle città tedesche anche Mainz è stata rasa quasi completamente al suolo durante la seconda guerra mondiale sotto i bombardamenti alleati (i più gravi, nel 1942 e nel 1945, distrussero l’80% della città). Alla fine del conflitto mancavano abitazioni e così si tirarono sù in fretta e furia palazzi molto semplici ma funzionali che potessero accogliere al più presto la popolazione.
Da questa travagliata vicenda si giunge oggi al risultato che il mio quartiere è molto variegato. I palazzi in stile liberty si mischiano a brutte costruzioni degli anni Cinquanta che gli abitanti cercano di abbellire attraverso colori e altri accorgimenti. Molto spesso i palazzi ottocenteschi sono più bassi degli altri, il tetto e e piani superiori se ne sono andati sotto le bombe. Ne risulta una pianta irregolare in altezza che però fa simpatia.
Di solito osservo i palazzi quando vado a correre, li osservo di sfuggita… in un soffio cerco di immaginarmi la loro storia. Chi ci abitava? Magari un ricco borghese patriota nell’epoca guglielmina, oppure povere famiglie stipate in un piccolo appartamento dopo la guerra desiderose di ricominciare tutto da capo, o ancora famiglie turche, greche o italiane in cerca di fortuna…
Tra i tanti palazzi ce ne sono alcuni che mi piacciono di più e vi cercherò di mostrare al più presto…ora vado a nanna, sono proprio stanca!!!